Il 3 maggio scorso è stata presentata una proposta di legge per il riconoscimento della Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo nei Livelli essenziali di assistenza del Sistema Sanitario, come malattie croniche ed invalidanti. La proposta per il riconoscimento di queste patologie è stata depositata alla Camera e al Senato. Questa iniziativa è nata raccogliendo le istanze della società civile e delle attiviste.
Si tratta di patologie con il 10-15 % di incidenza, per le quali sono attualmente prescritti farmaci ad uso “off label”, con un costo terapia piuttosto elevato, a carico della paziente.
La vulvodinia è un disturbo caratterizzato da dolore vulvare non correlato ad una specifica origine. L’ipotesi più accreditata della sua causa è un’eccessiva risposta immunitaria a livello della mucosa vaginale, la quale porta ad una proliferazione delle fibre nervose, con conseguente aumento della percezione dolorosa. Questa patologia può insorgere in qualsiasi periodo della vita della donna, dalla pubertà alla menopausa. La vulvodinia compromette sensibilmente la qualità della vita della paziente e spesso viene diagnosticata tardivamente e non curata per anni.
La Neuropatia del Pudendo è una patologia molto dolorosa, a carico del nervo pudendo, il quale svolge un ruolo di primaria importanza per la corretta funzionalità dell’area pelvica. Colpisce prevalentemente il sesso femminile e l’età di esordio è tra i 50 e 70 anni. Il dolore è causato da uno stato di infiammazione del nervo stesso, della quale non si conoscono le cause.
Nel 2020, la vulvodinia è stata riconosciuta quale malattia dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità. L’iter per il riconoscimento di queste patologie per l’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è iniziato il 7 aprile 2021 ed è tutt’ora in corso.
Attraverso un ascolto attivo ed un’azione concreta si sta cercando di dare voce a quelle donne affette da queste patologie che fino a poco tempo fa erano considerate “invisibili” e che hanno un tasso di incidenza tutt’altro che trascurabile. In questo contesto diventa di fondamentale importanza una corretta formazione del personale medico nel riconoscimento di queste patologie, al fine di consentire una diagnosi rapida che impedisca alla malattia di diventare cronica.
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