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Da PCOS a PMOS: una nuova denominazione per una maggiore consapevolezza della sindrome.

Da PCOS a PMOS: una nuova denominazione per una maggiore consapevolezza della sindrome.

Il 12 maggio 2026 la rivista The Lancet ha pubblicato l’articolo dal titolo “Polyendocrine metabolic ovarian syndrome, the new name for polycystic ovary syndrome: a multistep global consensus process”.


Questa pubblicazione segna una svolta nel modo di comprendere e definire una delle condizioni più diffuse tra le donne in età fertile: la sindrome dell’ovaio policistico, comunemente nota con l’acronimo di PCOS, sarà d’ora in poi chiamata Sindrome Poliendocrina Metabolica Ovarica (PMOS).

Il cambiamento non riguarda solo il nome, ma ha l’obiettivo di descrivere meglio la sindrome, garantire maggiore chiarezza diagnostica, ridurre lo stigma, rafforzare la coerenza della ricerca scientifica e allineare le strategie terapeutiche per il trattamento della sindrome.

Un cambiamento nato dalla collaborazione internazionale

La nuova definizione è il risultato di un progetto internazionale pluriennale che ha coinvolto specialisti clinici, ricercatori ed organizzazioni a sostegno dei pazienti, raccogliendo oltre 22.000 contributi attraverso sondaggi, workshop e analisi di mercato.

I risultati di queste iniziative hanno evidenziato la necessità di superare il termine PCOS, considerato ormai limitante ed impreciso per le seguenti ragioni:

  • Non tutte le pazienti presentano cisti ovariche: il termine “ovaio policistico” è fuorviante poiché la presenza di cisti ovariche non è comune a tutte le pazienti. Questo ha contribuito nel tempo a diagnosi mancanti o tardive e trattamenti inadeguati.

  • La condizione va oltre il solo disturbo ginecologico: la definizione PCOS si riferisce ad un disturbo principalmente ginecologico o ovarico, focalizzandosi così su un solo organo. La nuova terminologia PMOS invece riconosce la natura multisistemica del disturbo, comprendendo manifestazioni endocrine, metaboliche, riproduttive, psicologiche e dermatologiche.

  • Accentuazione dello stigma sulla fertilità: il termine PCOS pone particolare enfasi sulla sfera riproduttiva e, in contesti socioculturali dove la fertilità riveste un ruolo di grande importanza, alimenta lo stigma e il disagio nelle persone che ne soffrono.

Come il nuovo nome ridefinisce la patologia

La terminologia Sindrome Poliendocrina Metabolica Ovarica (PMOS) permette di evidenziare le principali componenti della sindrome:

Metabolica: riconosce il ruolo centrale delle alterazioni metaboliche nella sindrome, in particolare sull’insulino-resistenza presente nell’85% delle pazienti.

Questa componente è strettamente collegata a problematiche come: aumento di peso, maggiore rischio cardiovascolare e predisposizione al diabete di tipo 2.

Poliendocrina: lo squilibrio ormonale non riguarda solo gli ormoni ovarici.

Sono coinvolti infatti diversi sistemi ormonali, tra cui: androgeni, insulina, ormone luteinizzante e ormone antimülleriano (AMH).

Questo ridefinisce la sindrome come una condizione endocrina complessa che interessa più organi e funzioni dell’organismo.

Ovarica: la disfunzione ovarica rimane comunque una caratteristica distintiva della PMOS.

Le alterazioni endocrine possono riflettersi attraverso: disfunzione ovarica, irregolarità mestruale e infertilità.

Gli autori dello studio ricordano che tra le caratteristiche della condizione rientrano anche manifestazioni psicologiche e dermatologiche; tuttavia, essendo secondarie ai cambiamenti endocrini, non sono state incluse nella nuova terminologia.

Il percorso verso l’adozione ufficiale

Si stima che la transizione da PCOS a PMOS avverrà nell’arco di tre anni e sarà supportata da:

  • campagne internazionali di sensibilizzazione rivolte a professionisti sanitari, ricercatori e pazienti;
  • aggiornamento delle linee guida cliniche;
  • revisione dei sistemi di classificazione internazionale delle malattie;
  • adeguamento delle future pubblicazioni scientifiche.

Il piano prevede l’adozione formale della nuova terminologia dalle linee guida internazionali entro il 2028.

Verso una maggiore consapevolezza della PMOS

La transizione da PCOS a PMOS non rappresenta solo un cambio di nome, ma una nuova visione della sindrome: più completa, accurata e vicina alla reale esperienza delle pazienti. Riconoscere la natura sistemica della condizione significa promuovere diagnosi tempestive, trattamenti mirati e una maggiore consapevolezza, contribuendo anche a ridurre stigma e disinformazione.

Un passo importante verso una medicina più inclusiva e centrata sulla persona.

Fonti 

Teede H, Khomami M, Morman R et al. Polyendocrine metabolic ovarian syndrome, the new name for polycystic ovary syndrome: a multistep global consensus process. The Lancet, 2026; 0 Sito The Lancet: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(26)00717-8/fulltext

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