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L’ENDOMETRIOSI SI PUÒ CURARE?
Se la patologia è ancora in fase iniziale, con piccoli endometriomi e sintomi non debilitanti, viene spesso privilegiata una condotta di controllo e attesa. Qualora invece la sintomatologia sia manifesta ed importante è possibile sottoporsi a una terapia farmacologica che prevede l’utilizzo della pillola anticoncezionale (estroprogestinico o solo progestinico a basso dosaggio) o degli agonisti del GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine). Entrambi, anche se con entità diversa, bloccano la produzione ormonale, evitando l’accrescimento dell’endometrio ectopico e riducendo la sintomatologia. Solo nei casi più gravi, e quando non ci sono alternative, è richiesto l’intervento chirurgico.
La terapia chirurgica può variare dalla semplice asportazione del tessuto endometriosico ectopico, effettuata attraverso la laparoscopia, fino all’esportazione completa di ovaie, tube o utero. Di certo, il ricorso alla chirurgia deve essere valutato sempre molto attentamente, soprattutto se si è in cerca di una gravidanza, e deve essere eseguito solo da chirurghi esperti, in quanto l’asportazione del tessuto endometriosico potrebbe danneggiare anche i tessuti sani. Quando l’endometrio ectopico si trova a livello delle ovaie, per esempio, la sua esportazione, se non condotta correttamente, potrebbe diminuire il numero degli ovociti presenti nell’ovaio operato o creare alterazioni nella vascolarizzazione d’organo con conseguente diminuzione della sua funzione e rischio di infertilità. Inoltre, anche rimuovere tutti i focolai di endometrio non garantisce che l’endometriosi scompaia per sempre. Per il 50-60% delle donne il dolore ricompare, e sarà necessario un secondo intervento dopo 5-7 anni dal primo [1].
Non esiste, quindi, un vero e proprio trattamento in grado di curare definitivamente l’endometriosi, ma solo opzioni terapeutiche in grado di alleviare la sintomatologia e facilitare la convivenza con questa patologia. Ma cosa si può fare nel nostro piccolo per migliorare la qualità della vita in caso di endometriosi?
Sembrerà banale, ma un’alimentazione specifica può venire in aiuto a chi soffre di endometriosi. La combinazione di cibi antinfiammatori, disintossicanti e liberi da ormoni può contribuire a ridurre l’infiammazione e la sintomatologia dolorosa. Sono quindi da prediligere cibi ricchi di acidi grassi Omega 3 (pesce azzurro, salmone, tonno fresco, olio d’oliva, frutta secca e semi, come quelli di girasole, zucca o lino) e fibre (cereali integrali, legumi, verdura, frutta fresca).
A integrazione della dieta, si può fare ricorso anche a specifici integratori alimentari a base di sostanze dalle spiccate attività antiinfiammatorie e antiossidanti.
In particolare, uno studio pubblicato nel 2018 ha dimostrato come l’assunzione di un preparato a base di N-acetil cisteina, acido alfa-lipoico, bromelina e zinco per 6 mesi, in donne con endometriosi, abbia portato ad un miglioramento significativo del dolore pelvico associato all’endometriosi e la riduzione della necessità di assunzione di analgesici (come i farmaci antinfiammatori non steroidei FANS)[2].
Se soffri di dolore pelvico cronico ed endometriosi sappi, quindi, che NON SEI PIÙ SOLA. Esistono dei rimedi che possono aiutarti a ritrovare il tuo benessere e degli specialisti qualificati che ti sapranno guidare.
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Bibliografia
[1] Triolo O. et al., Chronic Pelvic Pain in Endometriosis: An Overview. J Clin Med Res 2013; 5:153-163.
[2] Lete I. et al., Effectiveness of an antioxidant preparation with N-acetyl cysteine, alpha lipoic acid and bromelain in the treatment of endometriosis-associated pelvic pain: LEAP study. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 2018; 228:221-224.
Altre fonti:
salute.gov.it
humanitas.it
endometriosi.it
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